“Il bipolarismo tiene, l’Udc e gli altri partiti minori non riescono a fare breccia nel nuovo quadro politico emerso dopo la nascita del PdL e del Pd. Viene casomai garantito dagli elettori il pluralismo all’interno delle coalizioni con un dato positivo per la Lega nel centrodestra e per l’Italia dei Valori nel centrosinistra. Occorre tuttavia constatare che il Popolo della Libertà fa fatica a capitalizzare i risultati del governo nazionale, probabilmente pagando la recente rivoluzione organizzativa generata dal varo del nuovo partito unico che ha raccolto Forza Italia, Alleanza nazionale e la rete di partiti di centrodestra. La recente nomina dei dirigenti nazionali e locali non ha consentito di affrontare la scadenza elettorale con una struttura efficiente. Ma il mancato sfondamento non è derubricanile a dato organizzativo perchè il PdL fa altrettanta fatica a intercettare il bisogno di cambiamento, che risulta ancora un’esigenza primaria degli italiani. Gli elettori hanno riversato questa domanda primaria sulle liste intermedie, quelle tra PdL e Pd, e sull’astensione. Dunque, il senso di questa tornata elettorale è che il Governo ha fin qui svolto la sua opera meritoria, ma l’obiettivo di cambiare l’Italia gli elettori non lo associano al Popolo della Libertà”.

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